Continuiamo con i nostri consigli sulle escursioni in montagna.
Molti proprietari non lo sanno, ma il corpo del cane reagisce alla quota esattamente come quello umano, salendo di altitudine diminuisce la quantità di ossigeno disponibile e l’organismo deve lavorare di più per ossigenare tessuti e muscoli.
Per la maggior parte dei cani sani questo non rappresenta un problema durante una normale escursione,tuttavia alcune condizioni possono aumentare i rischi:
- cardiopatie
- problemi respiratori
- cani brachicefali (Bulldog, Carlino, Bouledogue Francese, Boxer e simili)
- cani anziani
- cani in sovrappeso
- cani con scarsa preparazione fisica,
In questi soggetti l’altitudine, soprattutto se associata a sforzo fisico, può aumentare l’affaticamento e mettere maggiormente sotto pressione cuore e apparato respiratorio. Per questo motivo, se il vostro cane soffre di problemi cardiaci o respiratori, è sempre consigliabile confrontarsi con il veterinario prima di programmare vacanze o escursioni in alta quota.
La vera attenzione verso il proprio cane consiste anche nel riconoscere i suoi limiti e scegliere attività compatibili con il suo stato di salute.
Non esiste una quota “sicura” uguale per tutti i cani, dipende dall’età, dalla salute, dalla conformazione fisica e dal livello di allenamento del singolo soggetto. Il paragone con l’alta quota è invece azzeccatissimo: salendo in montagna, la percentuale di ossigeno nell’aria resta la stessa (circa il 21%), ma l’aria diventa “più rada” (pressione atmosferica minore). C’è meno pressione per spingere l’ossigeno nei polmoni, quindi sia l’uomo che il cane fanno più fatica a respirare e hanno bisogno di acclimatarsi.
A quale quota iniziano i problemi?
Generalmente, la maggior parte dei cani sani non mostra alcun fastidio fino ai 2.000 – 2.500 metri di altitudine.
I cani possono scalare alte vette, ma hanno bisogno di tempo per abituarsi alla rarefazione dell’aria.
La sensibilità varia molto in base alla quota:
- Sotto i 2.000 metri: nessun problema per cani sani.
- Tra i 2.000 e i 3.000 metri: è la fascia in cui possono comparire i primi sintomi di stanchezza o lievi malesseri, specialmente se il passaggio dal livello del mare alla montagna avviene di colpo (ad esempio prendendo una funivia).
- Sopra i 3.000 metri: il rischio di Mal d’Altezza vero e proprio (ipossia) aumenta notevolmente. Se non abituati, quasi tutti i cani mostreranno un calo evidente delle prestazioni e una respirazione molto accelerata.
I sintomi del “Mal di Montagna” nei cani
Il cane non può dirti “mi gira la testa” o “ho la nausea”, quindi devi fare molta attenzione a questi segnali comportamentali:
- Letargia e affaticamento improvviso: il cane si siede, si rifiuta di camminare o cammina molto lentamente.
- Ansimare eccessivo: respira a bocca aperta in modo convulso anche se non fa caldo o lo sforzo è minimo.
- Tosse secca e continua: può essere un segnale di accumulo di liquido nei polmoni (edema polmonare da alta quota, una condizione grave).
- Disidratazione: l’aria di montagna è molto secca; ansimando così tanto, il cane perde liquidi rapidissimamente. Le gengive appariranno secche e appiccicose.
- Vomito o inappetenza: segno classico di nausea da quota.
- Disorientamento o perdita di equilibrio: nei casi più gravi, la mancanza di ossigeno influisce sul cervello.
Chi rischia di più? (I soggetti vulnerabili) Non tutti i cani reagiscono allo stesso modo. Ci sono tre categorie fortemente a rischio:
- I cani brachicefali (a muso schiacciato): Carlini, Bulldog (francesi e inglesi), Boxer, Boxer Shih Tzu. Hanno già difficoltà respiratorie strutturali a livello del mare; in alta quota la loro capacità di compensare la mancanza di ossigeno è pessima. Evita di portarli sopra i 2.000 metri senza un lunghissimo acclimatamento.
- Cani anziani o con patologie: Sìsoggetti con problemi cardiaci, respiratori cronici (es. collasso della trachea) o anemia soffriranno molto prima la quota.
- Cani non allenati: un cane che vive in appartamento in pianura e non fa attività fisica soffrirà la quota molto più di un cane abituato a correre.
Come comportarsi: le regole d’oro per l’acclimatamento
Se hai intenzione di fare un’escursione impegnativa o una vacanza ad alta quota con il tuo cane, segui questi passi:
- Salita graduale: se cambi drasticamente altitudine, non fare un’escursione pesante il primo giorno. Restate fermi al campo base o in hotel per 24 ore per dare tempo al corpo di produrre più globuli rossi.
- Attenzione alle funivie: portare un cane da 0 a 2.500 metri in 10 minuti di funivia è un forte stress shock per i suoi polmoni e per le sue orecchie (sì, si tappano anche a loro!). Se lo fai, offrigli dell’acqua o un premio da masticare durante la salita per aiutarlo a compensare la pressione nelle orecchie.
- Acqua a volontà: porta il doppio dell’acqua che useresti normalmente. Fallo bere poco e spesso.
- Se noti sintomi, scendi: non esiste medicina migliore per il mal di montagna che perdere quota. Se vedi il cane confuso, che tossisce o che si rifiuta di proseguire, gira i tacchi e torna indietro.
Preparare un kit di pronto soccorso specifico per il cane è fondamentale quando si fa trekking, perché in mezzo alla natura i piccoli imprevisti (tagli sui sassi, punture di insetti o forasacchi) sono dietro l’angolo e i soccorsi non sono immediati.
Ecco una lista degli oggetti essenziali da infilare nello zaino:
1. Gestione delle ferite e bende
I cuscinetti delle zampe (i polpastrelli) e le orecchie sono le zone più soggette a tagli sulle rocce taglienti.
- Disinfettante analcolico: ottimo il clorexidina in spray o salviette. Evita l’alcol o l’acqua ossigenata che bruciano e possono danneggiare i tessuti.
- Garze sterili: per pulire e coprire le ferite (evita il cotone idrofilo che lascia pelucchi).
- Benda elastica coesiva (tipo Vetrap): è una benda che si attacca su sé stessa ma non al pelo del cane. È fondamentale per fare fasciature stabili sulle zampe.
- Cerotto a nastro in tela: per fissare le bende.
2. Attrezzi specifici
- Pinzetta per le zecche: on montagna, tra l’erba alta, le zecche sono frequentissime. Una pinzetta specifica permette di rimuoverle ruotando, senza schiacciarle.
- Forbici a punta arrotondata: per tagliare bende o garze (o eventuale pelo intorno a una ferita) senza rischiare di ferire il cane se si muove improvvisamente.
- Una scarpetta da protezione (bootie): se il cane si taglia un polpastrello, dopo averlo disinfettato e fasciato, avrai bisogno di una scarpetta per permettergli di camminare fino a valle senza bagnare o sporcare la ferita.
3. Soluzioni liquide e idratazione
- Soluzione fisiologica in fiale monodose: perfetta per lavare via terra o polvere dagli occhi o per sciacquare una ferita sporca prima di disinfettarla.
- Siringa senza ago (da 5 o 10 ml): utilissima per spruzzare la soluzione fisiologica per pulire le ferite, o per forzare il cane a bere acqua se mostra segni di disidratazione e colpo di calore.
4. Farmaci (da concordare prima con il veterinario)
Nota importante: chiedi sempre al tuo veterinario il dosaggio corretto per il peso del tuo cane prima di partire.
- Antistaminico o Cortisonico a rapido effetto: fondamentale in caso di punture di vespe, api o incontri ravvicinati con processionarie e vipere, per bloccare uno shock anafilattico o un gonfiore soffocante mentre si scende a valle.
- Crema protettiva per i polpastrelli: a base di ossido di zinco o burro di karitè specifico, utile se il terreno è molto abrasivo.
Il consiglio in più
Oltre al kit, salva sul telefono il numero del veterinario più vicino alla zona del trekking (o del soccorso alpino locale). Se ti trovi in una zona senza campo, avere già segnato dove si trova la clinica più vicina può fare la differenza.

